"Vorremmo educare gli adolescenti a fare grandi sogni! I sogni non sono la realtà, ma portano dentro le sue immagini e le sue promesse, le sue prospettive e le sue possibilità. A maggior ragione se la realtà che abbiamo intorno sembra difficile e spenta, cè bisogno di una grande speranza dei giovani. Ma la speranza va sostenuta: bisogna imparare a essere cercatori umili e attenti, pronti a cogliere i segni di bontà, di giustizia, di amore, disseminati nella vita e nella storia. Chi spera non si adagia mai: impara a gioire delle cose belle, ma non si scoraggia nelle difficoltà.
Dobbiamo imparare come dice la Gaudium et Spes, al n. 4 a cogliere i segni dei tempi, vale a dire gli indicatori storici che attestano la presenza dello Spirito di Dio operante nella storia. Essi ci mostrano le direzioni in cui impegnarci, come Chiesa e come singoli cristiani, per costruire un futuro di speranza.
In questo cammino di speranza, il nostro ruolo come educatori deve essere quello definito dalle parole di don Lorenzo Milani: «il maestro deve essere per quanto puo? profeta, scrutare i segni dei tempi, indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso» (dalla Introduzione al volume).